COME RICONOSCONO LE BUGIE I BAMBINI?

  • 08-11-2014
  • Amministratore

Le bugie sono dichiarazioni verbali che hanno lo scopo di ingannare l’ascoltatore: per l’ ascoltatore riconoscere la menzogna è un compito impegnativo di percezione interpersonale. Un bugiardo esperto cercherà di nascondere il suo inganno sia con il comportamento non verbale che con il comportamento verbale, in modo da evitare di lasciar trasparire qualche indizio del suo inganno. (altro…)

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QUANDO UNA BUGIA NON È UNA BUGIA?

  • 06-11-2014
  • Amministratore

Mentre l’onestà è notevolmente enfatizzata nelle pratiche di educazione dei bambini cinesi, le bugie sono ampiamente approvate se usate per il bene della collettività e per mantenere relazioni interpersonali. (altro…)

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POLIZIOTTI E MENZOGNE.

  • 03-11-2014
  • Amministratore

Nello studio del rilevamento tipico delle menzogne, gli osservatori (di solito studenti universitari) sono esposti a un numero di persone (di solito estranei) che o dicono menzogne o dicono la verità. Per ogni persona gli osservatori devono indicare se quella persona sta mentendo. (altro…)

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LA TENEREZZA E’ UN’EMOZIONE DI BASE?

  • 31-10-2014
  • Amministratore

Un fenomeno affettivo non può essere considerato un’emozione di base se contemporaneamente si ”prova” un altro tipo di emozione.
Per quanto riguarda la tenerezza, non poteva essere considerata un’emozione di base a meno che non disponesse di una propria, unica esperienza soggettiva. (altro…)

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ATTACCAMENTO ED EMOZIONI DI COLPA E VERGOGNA.

  • 28-10-2014
  • Amministratore

Sono stati condotti due studi trasversali per esplorare il rapporto tra la teoria dell’attaccamento e le emozioni di colpa e di vergogna nell’infanzia. (altro…)

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BAMBINI A RISCHIO DEPRESSIONE E TRISTEZZA

  • 22-10-2014
  • Amministratore

Secondo la letteratura, i figli di genitori depressi hanno un rischio notevolmente maggiore di sviluppare disturbi dell’umore. Recenti studi suggeriscono che i potenziali meccanismi di rischio siano dovuti alle anomalie di elaborazione delle informazioni nella prole di genitori depressi, quali l’attenzione e i bias della memoria.

In questo studio è stato esaminato un altro ambito di elaborazione delle informazioni, la sensibilità percettiva agli stimoli delle emozioni nelle espressioni facciali (come la tristezza), come potenziale meccanismo di rischio che caratterizza i figli di genitori depressi. (altro…)

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I SEGRETI DEGLI AGENTI SPECIALI

  • 17-10-2014
  • Amministratore

Le persone che riescono a leggere il comportamento non verbale degli altri hanno il dono di vedere l’invisibile: riescono immediatamente a raccogliere informazioni su di noi che noi stessi non conosciamo. Colgono i gesti di disagio, le microespressioni di rabbia, le contraddizioni del linguaggio – segnali che gli altri perdono per routine – ed assemblano istantaneamente i dati tramite intuizioni, usando contemporaneamente canali induttivi e deduttivi. (altro…)

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INSEGNANTI E LINGUAGGIO DEL CORPO

  • 01-10-2014
  • Amministratore

La comunicazione tra gli individui avviene sia in modo verbale che non verbale. Anche attraverso il linguaggio del corpo infatti si è in grado di comprendere i sentimenti, i pensieri, gli atteggiamenti delle persone.

Secondo Kasikci (2003) il linguaggio del corpo è una forma di comunicazione non verbale che supporta (come un amplificatore, un ripetitore) la comunicazione verbale. (altro…)

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