A cosa serve il team building?

  • 20-07-2018
  • Stefano Rigonat

Il team building aziendale è un’attività volta a favorire il consolidamento di un gruppo in un contesto lavorativo, fornendo strumenti e strategie pratiche. La ricerca in merito ha individuato quattro aspetti fondamentali che un’efficace attività di team building dovrebbe sempre considerare: il potenziamento della capacità di definire gli obiettivi, la gestione delle relazioni interpersonali, la chiarezza dei ruoli e le abilità di problem solving (Beer, 1976; Dyer, 1977).

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Sei Tu Il Tuo Peggior Nemico?

  • 19-07-2018
  • Amministratore

 

 

 

 

 

 

by PaolapaganiIl

Ti è mai capitato di ritrovarti ad affrontare ciclicamente “sfide” simili, in momenti e situazioni diversi?

Questo succede quando il nemico è rappresentato da tue convinzioni limitanti e ostacoli autoimposti.

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Allenare il “Problem Solving” aumenta il rendimento scolastico

  • 11-07-2018
  • Jessica Vascotto

La rivista accademica che si occupa di personalità e differenze individuali riporta uno studio che ha analizzato le variabili che intervengono nel rendimento scolastico di studenti universitari confermando il ruolo fondamentale delle capacità di problem solving per ottenere migliori risultati scolastici.

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    Le espressioni del volto nel disturbo della personalità borderline

    • 29-06-2018
    • Silvia Malafarina

    Secondo uno studio effettuato dagli psicologi americani Alexander R. Daros, Anthony C. Ruocco e Nicholas O. Rule (2016) presso il Dipartimento di psicologia dell’Università di Toronto, vi sarebbe una correlazione tra i segnali non verbali espressi dal volto e i disturbi mentali delle donne affette da disturbo della personalità borderline (BPD); caratterizzato da instabilità emotiva, instabilità delle relazioni interpersonali, impulsi aggressivi e tendenza al suicidio.

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    Mandiamo i nostri figli a scuola ma è sufficiente?

    • 20-06-2018
    • Jessica Vascotto

    Un articolo pubblicato sulla rivista dedicata alle soft skills ha riportato un sondaggio svolto tra 50 dirigenti di livello medio-alto coinvolti nella selezione e reclutamento del personale; i cui risultati hanno confermato senza mezzi termini che anche nelle mansioni tecniche, le soft skills svolgono un ruolo importante nell’ottenere il lavoro giusto, per avere promozioni e successo sul posto di lavoro.

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      Come l’aggressività può influenzare il riconoscimento delle espressioni facciali

      • 09-06-2018
      • Nadia Uccheddu

      Il modello di elaborazione delle informazioni sociali (Crick & Dodge, 1994; Dodge, 1980) suggerisce che gli individui aggressivi possano mostrare dei pregiudizi percettivi di carattere ostile quando interpretano il comportamento altrui.

      Un recente studio di Alisdair Taylor e Maria Jose (2014) avvalora questa ipotesi, indagando l’impatto dell’aggressività sulla capacità di riconoscimento delle espressioni facciali in un campione di 80 partecipanti.

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      LO STUDIO DELL’EMOTIVITÀ COMPORTAMENTALE: I RISVOLTI APPLICATIVI IN AMBITO FORENSE

      • 04-06-2018
      • Amministratore

       

      Il Consorzio Universitario Megara Ibleo (CUMI) e il Laboratorio di analisi comportamentale NeuroComScience (NCS), al fine di permettere un aggiornamento continuo in ambito forense, hanno organizzato per il 16 Giugno 2018 presso il Comune di Melilli il corso di formazione:

      “LO STUDIO DELL’EMOTIVITÀ COMPORTAMENTALE: I RISVOLTI APPLICATIVI
      IN AMBITO FORENSE”

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      Espressioni non verbali di dubbio e indici di menzogna

      • 01-06-2018
      • Stefano Rigonat

      L’analisi delle espressioni non verbali consente di ricavare utili informazioni riguardo alle emozioni provate dalle persone rispetto ad un determinato stimolo (un oggetto, una persona, un argomento…) e, sebbene tutte le espressioni emotive siano importanti, tra le più frequenti e indicative troviamo quelle di dubbio. Questa emozione, infatti, si presenta spesso sul volto delle persone quando non conoscono ciò di cui si parla o non hanno pienamente compreso il significato di qualcosa. Gli ambiti in cui è particolarmente importante riconoscere tali segnali sono molti; basti pensare a quanto sia utile capire se un candidato, durante un colloquio di lavoro, ha una chiara visione dei compiti, oppure quanto sia importante verificare, soprattutto in ambito clinico ed educativo, se le persone a cui vogliamo trasmettere qualcosa ci stanno effettivamente comprendendo, o ancora valutare l’attendibilità delle dichiarazioni nell’ambito della sicurezza.

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      Smascherare le bugie

      • 31-05-2018
      • Amministratore

      Generalmente ci riteniamo molto abili nel smascherare le bugie ma da una rassegna di 40 ricerche condotte da Vrij (2000) emerge che la percentuale dei riconoscimenti corretti è di poco superiore al 50% che rappresenta il livello delle risposte date a caso. Molte sono le ricerche, a partire da quelle di Paul Ekman, che si sono concentrate sul trovare alcuni elementi che possano dirci con buona affidabilità che siamo di fronte ad una menzogna. (altro…)

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      Il comportamento non verbale

      • Amministratore
      Secondo la ricerca di Mehrabian (1972) l’incidenza totale di un messaggio è solo per il 7% puramente verbale; per il 38% concerne la voce (tono, inflessione, altri suoni) e per il rimanente 55% è non verbale (postura, gesti, mimica). Da questi dati si può quindi intuire quanto sia importante analizzare approfonditamente le risposte non verbali per valutare in maniera più affidabile le dichiarazioni verbali.

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