DAD: analisi dei pro e dei contro secondo i ragazzi

  • 09-02-2021
  • Amministratore

Dalla primavera scorsa gli studenti di tutta Italia si sono trovati catapultati, dall’oggi al domani, nel criticato mondo della DAD ovvero della didattica a distanza. Cercheremo ora di far luce sugli aspetti che hanno riscosso più difficoltà secondo il parere di studenti di età compresa dai 17 ai 19 di un liceo di Cuneo, in uno studio dell’Università degli Studi di Torino.

Gli autori hanno condotto, alla fine dell’anno scolastico 2019-2020, un’indagine esplorativa sui vissuti degli studenti di una scuola secondaria di secondo grado riguardante l’apprendimento in DAD. 

43 studenti e studentesse hanno espresso le loro osservazioni via videochiamata facendo emergere quattro tematiche per loro critiche: l’organizzazione, la tecnologia, i fattori psicologico-motivazionali e l’apprendimento. 

Nell’ambito dell’organizzazione, gli studenti esplicitano difficoltà legate alla gestione dei tempi, agli spazi e alla responsabilità personale. La dimensione dell’organizzazione spaziale degli apprendimenti è stata evidenziata con più insistenza in quanto avere altri fratelli che svolgono la DAD o appartenere ad una famiglia numerosa in piccole abitazioni può creare confusione e disorientamento. La responsabilità è vista, invece, in termini sia positivi che negativi: da un lato alcuni studenti hanno avuto difficoltà ad affrontare responsabilmente le sfide che il nuovo percorso di apprendimento forniva (difficoltà ad organizzarsi vista la libertà di gestione), dall’altra parte, altri, hanno valutato questa questione come una sfida educativa che sono riusciti a fronteggiare, probabilmente perché in possesso delle risorse personali necessarie.

Per quanto riguarda, la dimensione tecnologica, gli studenti hanno evidenziato problemi di utilizzo e padronanza di strumenti digitali e la disuguaglianza tra coloro che hanno accesso agli strumenti e alla connessione internet adeguata e chi non può usufruirne. Ciò nonostante gli studenti hanno tradotto queste problematiche in opportunità, arrivando all’acquisizione di maggiori competenze digitali.

La terza tipologia di criticità riguarda i fattori psicologico-motivazionali, dove i ragazzi esprimono disagio e tensione diffusa per la complicata convivenza familiare e una stabilità emotiva precaria, visto anche il delicato periodo dell’adolescenza. Dal punto di vista motivazionale, lamentano scarsa motivazione nell’apprendimento, evidenziando così come la motivazione non sia solo un costrutto psicologico individuale ma abbia un forte carattere socioculturale, derivante dall’interazione con il mondo circostante. In questo senso emerge la centralità della relazione educativa, gli insegnanti hanno la responsabilità di coltivare la motivazione intrinseca degli studenti sia in presenza che a distanza.

L’ultima categoria di criticità riguarda gli aspetti più specifici dell’apprendimento. Le tre dimensioni di criticità esposte precedentemente hanno portato inevitabilmente ad una percezione, da parte degli studenti (oltre che dai docenti), di minor autoefficacia nell’apprendimento. Questo porta alla luce anche la differenza tra prestazioni e apprendimento: la prima, in questo periodo di DAD, è stata previlegiata, concentrandosi solo sui risultati e sui criteri di valutazione, trascurando la profondità e padronanza reale degli apprendimenti, che gli studenti hanno lamentato.

Per concludere, sono stati riscontrati altri punti positivi che consistono nella possibilità di avere a disposizione le lezioni registrate e nel minor spreco di tempo negli spostamenti, per gli studenti pendolari, però da come si percepisce da questo studio e dalla realtà che viviamo tutti i giorni la scuola non è fatta solo di lezioni e libri ma di collettività, di interazione, di linguaggio non verbale, quindi la DAD può essere usata, come lo è stata e lo è, come metodo di emergenza ma non come modus operandi da poter sostituire alla didattica in presenza.

Giana Buttignon

Fonte: Valenzano N., Zamengo F. (2020). Imparare a distanza: risorse e criticità nell’opinione degli studenti di una scuola secondaria di secondo grado. Studium Educationis, 3

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