Le abitudini: benefici e costi

  • 21-08-2018
  • Jessica Vascotto

L’American Psychological Association (APA) espone i risultati di 2 studi sugli effetti benefici delle abitudini: riducono i tempi di esecuzione, e implicano l’impiego di un minor carico cognitivo, destinabile a compiti più complessi.

 

Lo studio è stato condotto attraverso l’annotazione su diari da parte dei partecipanti, che hanno fornito relazioni orarie sulle loro esperienze in corso.

    Le abitudini sono definibili dunque, come delle stabili acquisizioni di comportamenti, che comportano uno sforzo cognitivo minimo.

     

    Ma le abitudini sono sempre positive?

    Secondo Wander Jager, professore associato e amministratore delegato del Centro di Groningen per gli studi sulla complessità sociale, le abitudini sarebbero meno suscettibili ai cambiamenti.

    Inoltre, nei casi in cui gli esiti a breve termine siano positivi, ma a lungo termine negativi c’è il rischio che si creino delle “cattive abitudini”.

     

    Quando un’abitudine ci intrappola in schemi di pensiero disfunzionali possiamo utilizzare strategie alternative, avvalendoci ad esempio del pensiero laterale;

    Cos’è il pensiero laterale?

    Edward De Bono, padre del pensiero laterale, ha coniato questo termine per intendere un particolare approccio di risoluzione dei problemi, che consiste nell’osservare la situazione da punti di vista differenti, discostandosi dalle considerazioni più scontate per trovare punti di vista alternativi.

     

    Come sviluppare il pensiero laterale?

    La scuola di potenziamento emotivo fornisce strumenti pratici e teorici per lavorare sulle nostre competenze, come quella del pensiero laterale.

    Attraverso esercizi mirati possiamo allenare le nostre soft skills.

     

    Facciamo un esempio di esercizio utile nel potenziamento emotivo del pensiero laterale:

    1. Preparazione: prendi 3 oggetti di uso comune (tazza, lampadina, forchetta)
    2. Usa il pensiero laterale: trova almeno 3 modi diversi per utilizzarli, che si discostino dalla loro funzione originale.

     

     
     
     

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    Bibliografia:

    Wood, W., Quinn, J. M., & Kashy, D. A. (2002). “Habits in everyday life: Thought, emotion, and action. Journal of Personality and Social Psychology”, 83(6), 1281-1297.

    Jager, “Breaking ‘bad habits’: a dynamical perspective on habit formation and change”, ResearchGate, January 2003.

    Articolo scritto da Arianna Diotallevi

    
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